Come scrive Giulio De Rita nella presentazione, la presente indagine è nata da una semplice constatazione: dall'ampio, trasversale e anche acceso dibattito pubblico sulla famiglia manca una seria riflessione sul matrimonio. Si parla dei diritti dei conviventi, con argomentazioni di vario tipo; si parla della necessità dei sostegni di cui la famiglia ha bisogno; ma difficilmente si parla dei motivi che fondano e portano all'unione matrimoniale fra una donna e un uomo. Al massimo, ci si richiama alla costituzione ed a quanto essa prevede, ma sono assai scarsi gli argomenti che emergono nel dibattito pubblico a sostegno della specificità e positività del matrimonio per la persona, per la coppia e per la società in quanto tale.
In certi ambiti culturali e politici, qualche anno addietro sembrava tabù parlare di famiglia. Oggi che il concetto di famiglia viene percepito molto più "liquido", parlare di famiglia e di sostegno alla famiglia non è più un tabù, anzi. Tabù, però, sembra essere diventato il matrimonio, forse perché ancora non è percepito come concetto liquido, adattabile a tutte le visioni.
Un esempio per tutti. Nel suo interessante intervento alla Conferenza Nazionale sulla Famiglia del maggio scorso, il ministro Giuliano Amato, dopo aver ammesso che nel suo ambito culturale di riferimento parlare di famiglia era quasi proibito, ha usato il termine matrimonio solamente per asserire che niente viene tolto al matrimonio previsto dalla costituzione dal riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. E come lui, quasi tutti parlano di famiglia, facendo riferimento al matrimonio solo per sostenere il riconoscimento delle coppie di fatto e dire che questo riconoscimento niente toglie ad esso oppure per contrastare tale riconoscimento dicendo che l'unione fra un uomo e una donna è quella stabilita dalla Costituzione.
E' certamente vero che in alcuni ambiti, come quello ecclesiale, la riflessione sul matrimonio è presente, articolata e diffusa: basta riferirsi, tanto per fare un esempio fiorentino, alla Lettera alle Famiglie che il Cardinale Ennio Antonelli ha inviato per la Pasqua 2007, che parla proprio della specificità del matrimonio. Ma appare altrettanto vero che nella riflessione pubblica sono assai carenti gli argomenti, le motivazioni, i ragionamenti capaci di motivare la specificità del matrimonio ed esprimere una positiva cultura di esso.
Ed allora ci siamo domandati: nella nostra società, c'è davvero, e in che misura, la convinzione che il rapporto di coppia basato sul matrimonio fra una donna e un uomo abbia una particolare positività per le persone e una valenza strategica per la stessa società? Quali motivazioni la nostra cultura è in grado di portare a favore del matrimonio? C'è unità fra il dire, il pensare e il sentire delle persone e della società, oppure si sta vivendo una drammatica separazione fra quel che si dice e quel che si sente?
Questa indagine svolta da Leghéin, che ovviamente contiene riflessioni che possono essere più o meno condivise, con gli interessanti stimoli che a tutti offre, sembra sottolineare la necessità e la doverosità di una seria ed approfondita riflessione culturale sul matrimonio. Una riflessione capace di andare oltre il detto per cercare di capire il vissuto e più ancora il sentire delle persone e della società nel suo complesso.
Don Giovanni Momigli
Presidente Fondazione Spazio Reale